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Hanno promesso di pagarti l’auto ma ti ritroverai con almeno 5mila euro di debiti Sono sempre di più le aziende che promettono auto gratis in cambio di pubblicità

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Auto gratis ! E’ stata la voce che più si è rincorsa nelle serate tra amici e nei corridoi delle concessionarie dell’ultimo anno quella che riguarda il servizio proposto da alcune aziende sparse sul territorio italiano che rimborserebbero fino ad un importo massimo stabilito la rata del finanziamento dell’auto. Insomma un vero e proprio affare con cui moltissimi hanno comprato gratuitamente (è si carino l’ossimoro) un’automobile in cambio di alcune condizioni praticamente irrisorie. Nelle righe che seguono ti spiegheremo come funziona prima la proposta commerciale e poi ti diremo perchè non può funzionare dal punto di vista economico-contabile.

Come funziona? L’utente si reca in concessionaria e procede all’acquisto dell’auto secondo il metodo convenzionale facendo attenzione però alla scelta del finanziamento della somma da pagare. Non importa che questa sia pari alla cifra che verrà successivamente rimborsata dall’azienda terza anzi può essere anche superiore, in quel caso il rimborso coprirà parte della spesa dell’utente. Effettuato l’acquisto il rapporto in essere con il concessionario ed il marchio termina mentre entra in gioco la società terza che opera nel modo che descriviamo di seguito.
Viene richiesto il pagamento di una somma “una tantum” pari a 5mila euro (ora ci dicono che la cifra sarebbe addirittura salita). Un valore importante che però giustifica l’acquisto delle livree adesive che saranno posizionate sull’auto e le pubblicità che verranno applicate sulla stessa per tutta la durata del contratto che è di 60 mesi. La persona proprietaria dell’auto viene poi messa a libro paga visto che la legge vieta espressamente che qualcuno possa circolare con pubblicità non inerenti la propria azienda sulla vettura. In più la persona dovrà pubblicare sui social networks foto dell’auto e delle pubblicità più volte durante il mese. Mensilmente il “dipendente”, ovvero il cliente proprietario dell’auto riceverà uno stipendio pari alla rata promessa che ripagherà completamente o in parte la spesa dell’auto. Perfetto no? Alcuni direbbero la svolta! Ora però entriamo nel dettaglio.

Fonte: http://www.strettoweb.com/

Perché non può funzionare e perché è illegale in Italia una simile prassi?
Prova a pensare, hai acquistato un auto di 10 mila euro (arrotondiamo i conti per facilitare il tutto), a questi si aggiungo altri 5mila euro per l’attivazione del contratto. Dai 15 mila euro di debito si iniziano a scalare le rate mensili che secondo queste aziende coprirebbero la spesa per la Responsabilità Civile ed addirittura il carburante. Insomma dopo 60 mesi saresti completamente rimborsato della tua spesa. Ma come è possibile? Dove sta il guadagno dell’azienda promotrice? Nelle pubblicità risponderete voi! Ma avete visto il prezzo di una pubblicità su queste auto? Non giustifica in nessun modo il ritorno economico ed ecco che girano in strada centinaia di queste vetture senza alcuna pubblicità apposta sopra.
L’unica somma su cui può avvantaggiarsi la società è l'”una tantum” iniziale che però con il tempo sarebbe totalmente rimborsata. Insomma per avere liquidità da versare ai dipendenti si devono sottoscrivere contratti a catena con la somma che non sarebbe comunque sufficiente a coprire le promesse (5mila euro versati contro i 10 del costo auto), ci troviamo di fronte ad una classica vendita piramidale vietata per legge nello Stato italiano.
In parole povere è una catena di Sant’Antonio e l’Associazione Euroconsumatori ha da tempo denunciato questo modo di operare riportando anche, pochi giorni fa, i primi mancati assegni di rimborso delle rate.

E’ stimato che queste aziende abbiano raccolto in tutto il territorio italiano decine di milioni di euro liquidi approfittando della necessità di alcuni, dell’ingordigia di altri e in alcuni casi della mania di risparmio.
Seppur non vi sia ancora nessuna sentenza o indagine al riguardo, sono molte le parole di attenzione mosse dalle Associazioni dei Consumatori per spingere ad un approfondimento della prassi operativa messa in atto dalle aziende.
Noi vi sconsigliamo di procedere alla stipula di tali contratti per evitare di trovarvi con ulteriori 5 mila euro di debito che nessuno vi darà più e che voi dovrete pagare mentre qualcuno starà godendo al posto vostro in qualche paradiso terrestre sparso chissà dove nel mondo!

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