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Marquez-Verstappen: il comportamento è “colpa” delle leggende del passato Marquez-Verstappen figli della stessa era, tanta ambizione e un confronto col passato che fa paura

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Marc Marquez e Max Verstappen sono al centro delle polemiche di MotoGp e Formula 1 per il loro comportamento scorretto in pista, una crisi che sta coinvolgendo i pezzi grossi delle due Competizioni, in primo piano tra tutti rispettivamente Valentino Rossi e Sebastian Vettel.
Potevamo commentare i fatti accaduti settimana scorsa, uscire come sempre per primi sul web e fare tantissime visualizzazioni con le solite osservazioni poco profonde a cui ci hanno abituato rete e tv quando si tratta di reazioni immediate ed a caldo. Avremmo magari potuto ripetere e confermare le dichiarazioni degli “esperti” della TV e correre ai ripari dai vostri giudizi e invece abbiamo deciso di prendere del tempo, riflettere per poi tornarci sopra una settimana dopo l’esplosione del caos, con la nostra opinione al riguardo.

Fonte: www.sportmediaset.mediaset.it

Partiamo dal punto di vista comune. Marquez è nato nel 1993 e a soli 25 anni ha già vinto 6 mondiali piloti facendo da anni della MotoGp un gioco del tutto personale essendo speso causa sola delle sue stesse vittorie e sconfitte.
Verstappen nasce nel 1997, farà 21 anni a Settembre ed è il più giovane pilota ad aver vinto un Gran Premio di Formula 1 superando il record di Vettel, oltre ad essere stato premiato più volte per il maggior numero di sorpassi effettuati nelle stagioni da lui corse.
Due giovani insomma che si confrontano con il mondo dei grandi e che hanno in comune la guida senza regole, nulla conta se non il sorpasso mettendo a rischio, se necessario, l’incolumità propria e quella dei colleghi in pista.

Se è vero che Marquez è ormai un pilota più che maturo, è altrettanto vero che sembra confrontarsi con un mondo che nella sua testa sembra schiacciarlo. Sono anni che lo spagnolo fa segnare una o più cadute nei week-end di gara. Il suo modus operandi è raggiungere il limite, provare a superarlo, cadere e scendere in pista per la corsa consapevole di quello che può e non può fare. E’ così che ha imposto un nuovo stile di guida ai piloti più anziani ed è sempre così che è oggettivamente il pilota più veloce allo stato attuale delle cose. E allora ci siamo chiesti dove nasce il problema, cosa porta un pilota che potrebbe tranquillamente seguire il regolamento e vincere, ad essere un mina vagante in pista.
La risposta è la storia e la storia si chiama Valentino Rossi che per fortuna dei fan e per sfortuna di Marc è ancora in pista! L’italiano è il vero problema perchè è Rossi l’obiettivo da battere per entrare nella leggenda e di titoli ne ha 9. Una sfida che sta schiacciando Marquez nel suo mondo a causa anche del fatto che il Dottore è ancora competitivo nonostante i 40 anni di età.
Attenzione, Marquez potrebbe giocarsela alla pari e perchè no vincere ma il fatto che ci sia un pilota in più a tenergli testa lo rende una posizione più lontano dalla vittoria e nervoso, troppo adrenalinico, accecato dal risultato senza curarsi dei rischi corsi in pista.

Fonte: Formula1

Passando a Verstappen, lui è più giovane ed è stato ampiamente notato dai Top Team di Formula 1 che in parte pensano a lui per il futuro, in parte ne sono preoccupati per gli andamenti altalenanti e i comportamenti folli che manifesta troppo spesso. Certo, non ci aspettiamo che i piloti siano completamente razionali, anzi è proprio quel briciolo di follia che li rende professionisti nel loro mestiere ma Max ha ampiamente superato il limite.
Punito nella stagione scorsa dal suo stesso Team, la RedBull, Verstappen è votato alla vittoria e nei suoi occhi si legge una insoddisfazione continua.
Lo sanno tutti, per vincere serve correre in una delle Scuderie principali e lui al momento è alla guida della terza dietro Mercedes e Ferrari, senza contare il fatto che al suo fianco ci sia Ricciardo, pilota dalla personalità opposta e dalla stessa sete di vittoria che però visto il temperamento è più costante e soprattutto sembra più affidabile, cosa non da poco in un gioco che si basa ormai sui millesimi di secondo.
In più all’esordio è stato esaltato dal suo team e dai suoi manager che lo hanno catapultato nella prospettiva di essere la futura leggenda della Formula 1, capace di battere i record di Schumacher addirittura che il primo titolo lo ha vinto a 25 anni. Il suo primo rivale è in pista, come per Marquez, e si chiama Vettel (campione a 23 anni) che ad ogni vittoria potrebbe allontanarlo dai suoi traguardi.
Insomma secondo noi il quadro da leggere è molto più ampio e vede due talenti dalla enorme ambizione, che non è una colpa sia chiaro, ma che se prende il sopravvento rischia di diventare pericolosa soprattutto quando i risultati sembrano non arrivare e nella testa dei piloti questo, come per un calciatore che non fa gol in una partita, può rappresentare un colpo enorme alla tenuta mentale del soggetto.
E tu che ne pensi? Commenta qui sotto o nei post sui nostri social, parliamone insieme

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