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Lancia Delta S4 e Peugeot 205 T16: la sfida eterna continua (FOTO e VIDEO) Delta S4 e Peugeot 205 rivali storiche che resteranno per sempre nel cuore di tutti

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Nel 1981 il mondo dei rally è scosso dal debutto di un’auto di nome Audi Quattro, l’arrivo della Quattro segna infatti il futuro dei rally che da quel giorno sarà integrale. La prima casa automobilistica a reagire alla rivoluzione apportata dagli ingegneri tedeschi è la Peugeot che crea un bolide che monopolizzerà le stagioni 1985-1986 vincendo i campionati piloti e costruttori, la 205 Turbo 16. In Lancia il progetto 4WD parte in ritardo e lo sviluppo procede più lentamente, tanto che il debutto nel mondiale arriverà solo a fine 1985. Il compito della Lancia 4×4 viene affidato a Claudio Lombardi, ingegnere a capo del reparto corse di Lancia (che all’epoca è l’Abarth) che sceglie come modello di base la Y5, ossia la berlina disegnata da Giorgetto Giugiaro e presentata nel 1979 con il nome di Delta. Una vettura innovativa e con un telaio molto sofisticato per l’epoca che, tra l’altro, gli sono valsi il titolo di Auto dell’Anno nel 1980. Una buona base dal quale partire anche se la futura auto da gara avrà poco più del nome del modello di derivazione.

La nuova vettura è subito battezzata con la sigla S4, cioè “sovralimentata” e a 4 ruote motrici, le due principali peculiarità tecniche della Delta da competizione. Il motore è realizzato in lega leggera, un 4 cilindri da 1.759 cc ricco di soluzioni avveniristiche, come il rivestimento delle canne dei cilindri con un materiale ceramico, il nikasil, e la doppia sovralimentazione. Impostazione, quest’ultima, voluta per fornire elevata coppia e potenza a tutti i regimi e ottenuta abbinando un compressore volumetrico, il Volumex brevettato da Abarth, capace di “spingere” ai bassi regimi con un turbocompressore KKK che “produce” potenza alle rotazioni più alte. L’esito è che la S4 stradale scatena 250 CV che salgono a 480 nella variante da gara, decisamente tanti per una vettura di appena 970 kg. Altrettanto raffinate sono il telaio con struttura tubolare rigida e leggera e le altre parti meccaniche, come le sospensioni a parallelogramma deformabile pensate per supportare le alte sollecitazioni al quale sono sottoposte o il cambio a innesti frontali. La trasmissioni integrale è sofisticata e, tra l’altro, si avvale di un ripartitore di coppia centrale con giunto Ferguson autobloccante.

Fonte: Wikipedia.org

Alla guida del mostro italiano Giorgio Pianta ed il responso è subito positivo tanto che nell’estate del 1985 la vettura è affidata a Cesare Florio e a Miki Biasion, giovane che nel 1983 si è aggiudicato i campionati italiano ed europeo rally con la 037. L’auto va fortissimo e in breve è pronta per il debutto mondiale all’ultimo appuntamento stagionale, il RAC in Inghilterra. Le due S4, nelle mani dei finlandesi Henri Toivonen e Markku Alen, impongono un ritmo impressionante alla gara concludendo ai primi due posti in classifica.
La stagione 1986 inizia bene: Toivonen in coppia con Sergio Cresto si aggiudica la gara inaugurale, il Monte Carlo, davanti alla Peugeot 205 Turbo 16 di Salonen. E’ l’inizio di un duello serrato tra i due marchi per la conquista della leadership piloti e costruttori. Un sfida che porta ad elevare sempre più le potenze, tanto che l’evoluzione più sofisticata della S4 tocca i 560 CV di potenza grazie a un overboost regolabile dall’abitacolo.

A segnare un punto di svolta nella stagione e nella storia dei rally è un tragico evento: al Tour de Corse la S4 di Toivonen e Cersto esce di strada con conseguenze funeree per i due campioni. L’evento sconvolge il mondo dei rally che, considerati altri incidenti mortali, decide di mettere al bando le Gruppo B, ormai troppo potenti e pericolose. Rimane da stabilire se concludere o meno la stagione. In Lancia dopo molte discussioni si decide di onorare la vita dei piloti proseguendo nelle competizioni. Nelle restanti corse i compagni di squadra sfoderano una grinta inaudita ottenendo due vittorie con Alen e una con Biasion, nonché numerosi podi. Un rollino di marcia che porta Alen alla conquista del mondiale prima della beffa. Concluso il campionato, la FIA annulla i risultati del Sanremo, vinto da Alen e con le di S4 di Cerato e Biasion sul podio, accogliendo un reclamo Peugeot. L’esito è che il mondiale piloti va a tavolino Juha Kankkunen con la 205 Turbo 16, vettura che si aggiudica pure il titolo costruttori. Alla Delta S4 non restano che le statistiche di rilievo: 12 gare, 5 vittorie, 15 podi e il titolo europeo con Fabrizio Tabaton.

Nel 1987 Lancia si presenta con la nuova Delta del Gruppo A, l’HF 4WD derivata dalla versione stradale presentata nel maggio del 1986 e, come da regolamento, prodotta in almeno 5.000 esemplari. Le tre vetture sono affidate a neo campione del mondo Juha Kankkunen, libero per il ritiro di Peugeot dalle corse, e dal duo collaudato formato da Alen e Biasion. Un terzetto che domina il campionato vincendo 8 gare su 13 (9 se si considera il Rally di Nuova Zelanda non valido per il mondiale) e monopolizzando il podio della classifica finale con Kankkunen che conferma l’alloro mondiale malgrado abbia vinto “solo” due gare contro le tre di Biasion e Alen, secondo e terzo a fine anno. A conferma della supremazia Lancia arriva il titolo costruttori con un divario abissale sull’Audi seconda: 140 punti contro gli 82 della squadra dei quattro anelli.

Fonte: Wikipedia.org

L’avventura di Lancia nel campionato Rally va avanti fino al 1992, anno dell’ultimo acuto della Delta che nel 1993 è ancora presente nel mondiale con il Jolly Club ma senza lo storico sponsor. Un’assenza che crea non pochi problemi finanziari e non consente ai due piloti, Carlo Sainz e Andrea Aghini, di competere ad armi pari con le potenti squadre ufficiali che possono contare, tra l’altro, su aggiornamenti costanti delle auto forniti dalla casa madre. Con la stagione 1994 la Delta esce dagli annali della massima categoria rally, ma prosegue a mietere vittorie in molti campionati minori. Una presenza durata nove anni che ha portato a 10 allori (4 piloti e 6 costruttori) e 51 vittorie (in 78 partecipazioni) nel mondiale, a 7 titoli europei assoluti (tutti dal 1988 a 1993, tranne quello del 1992) e 2 Rally Produzione (1988 e 1989), nonché più di 50 successi finali nei campionati nazionali in tutto il mondo. Un palmares per un singolo modello che rimane ancora imbattuto.

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