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Carabinieri: Giulia Quadrifoglio e i 40 minuti folli vissuti mercoledì rincorrendo la vita I Carabinieri alla guida dell'Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio sono in missione per salvare le nostre vite

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Quando siamo stati i primi in Italia ad annunciare l’arrivo dell’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio in dotazione all’Arma dei Carabinieri ci siamo presi applausi e rimproveri. L’orgoglio di aver dato una notizia del genere si è riacceso ieri quando abbiamo scoperto la storia che ti racconteremo nelle prossime righe. A cosa serve una vettura di 510cv su strada? Perchè le Forze dell’Ordine dovrebbero girare con queste supersportive che hanno costi di manutenzione ordinaria altissimi? La risposta forse la troverai proprio qui, nel racconto di una giornata come tante altre vissute dagli uomini incaricati ed addestrati appositamente per condurre nella massima sicurezza possibile un mostro da oltre 300km/h.

Fonte: .com

Ore 9:00 arriva dalla Centrale Operativa dell’Azienda Regionale una richiesta urgente per un intervento di emergenza, da quel momento passeranno soltanto 1 ora e 5 minuti per compiere la missione. Proviamo a spiegare meglio.
Il Nucleo Radiomobile di Milano ha vissuto un mercoledì mattina di fuoco con l’obiettivo di trasportare in città tre organi da trapiantare. Giulia Quadrifoglio è partita alle ore 9:45 dalla Caserma di via Vincenzo Monti per arrivare alle 10.05 in punto all’Ospedale Sant’Anna di Como.

Un fegato e due reni questo il carico trasportato dall’Alfa Romeo che può raggiungere i 307 chilometri orari di velocità massima. Erano le 10.30 quando il viaggio è ripartito dall’Ospedale di Como. Alle 10:50 è stato consegnato il fegato e nell’arco di quaranta minuti dalla partenza anche i due reni sono arrivati a destinazione dopo una corsa folle contro il tempo. L’equipe medica era già pronta per il trampianto.
Per quanto possa essere difficile immaginare una situazione di tensione come questa lo è meno cercare di capire l’impatto che ogni giorno la Giulia Quadrifoglio, le Lamborghini della Stradale, le Bmw (per citarne alcune) e gli altri mezzi che compongono il parco auto dell’Arma hanno nella vita vera di ognuno di noi.
C’è chi deve dire grazie a loro, perchè in situazioni di emergenza anche qualche secondo può fare la differenza e solo con l’addestramento e con i mezzi messi a disposizione di uomini che hanno fatto del bene altrui la propria missione è possibile continuare a proseguire il percorso in questo mirabolante viaggio che chiamiamo vita!

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